Tre trucchi che nessuno ti ha mai svelato, per rendere i tuoi testi interessanti.

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Okay, oggi è lunedì, c’è il sole e dopo un cupo weekend passato a letto con l’influenza, finalmente mi sento meglio e sono di ottimo umore. Per cui commetterò un’imprudenza e vi svelerò tre trucchi facili da applicare, per rendere i vostri testi interessanti e fare in modo che vengano letti.
Io li uso per i comunicati stampa, ma vanno bene anche per e-mail, comunicazioni di servizio, lettere ai clienti e persino se dovete scrivere una lettera d’amore a vostra moglie o alla vostra fidanzata. Provare per credere. Sono tre accorgimenti abbastanza banali, ma proprio per questo funzionano sempre e nessuno ve li racconta mai. Già soltanto applicandoli tutti e tre, noterete un miglioramento nei risultati dei vostri testi scritti, impressionante!
Vi ho convinti? Si? Allora cominciamo:
[feature_box style=”5″ only_advanced=”There%20are%20no%20title%20options%20for%20the%20choosen%20style” alignment=”center”]

Dai al testo UN TITOLO (max. 2 righe), che incuriosisca e che induca a leggere il resto.
NON IMPORTA se non c’entra quasi nulla con il contenuto.

[/feature_box]

I pubblicitari e gli esperti di marketing lo chiamano headline, ma noi possiamo benissimo chiamarlo titolo. Ha come unico scopo quello di catturare il lettore nei 3 secondi di attenzione che è disposto a concedere al nostro testo e indurlo a continuare a leggere per altri 10 secondi.  Deve essere curioso, divertente, sintetico e – anche se non è obbligatorio – sarebbe meglio se avesse una connessione, anche vaga, con il contenuto del vostro messaggio. Se volete scriverlo in modo “giornalistico”, evitate articoli, congiunzioni, forme verbali complicate e informazioni scontate.
Ad esempio, se dovessimo dare un titolo alla favola di Biancaneve, potrebbe essere:

Sepolta viva nel bosco. Ipotesi rito magico

Come vedete ho tolto tutte le parti scontate [Giovane donna trovata] sepolta viva [in una bara di vetro] nel bosco. [Gli inquirenti avanzano l’]ipotesi [di un]rito magico [finito male] per dare pathos all’insieme. Inoltre mi sono preso qualche libertà (Biancaneve non viene propriamente sepolta viva, ad esempio), di cui mi scuserò eventualmente in seguito, nel testo. Però sono certo di aver catturato l’attenzione del lettore e avrò così a disposizione altri 10 secondi per fargli leggere ciò che davvero mi interessa che legga. Insomma, per “esporgli la mia favoletta”.

Tutto chiaro? Andiamo avanti con il secondo trucco:

[feature_box style=”5″ only_advanced=”There%20are%20no%20title%20options%20for%20the%20choosen%20style” alignment=”center”]

Usa un linguaggio adatto al contesto.
Hmm…OK! Fregatene del contesto e usa un linguaggio adatto ad un bambino di 3a media.

[/feature_box]

 Quando lo dico in una lezione, di solito questo “trucco” fa saltare sulla sedia gli intellettuali del momento, che prontamente mi accusano di banalizzare la comunicazione, di non “educare il lettore” e altre scempiaggini del genere. Sarà anche tutto vero, ma a me non interessa educare nessuno. Quello che mi interessa è farmi leggere e farmi capire (e se possibile farmi pubblicare). E di solito dispongo di poche decine di secondi, per far “passare” il mio messaggio. Per cui devo per forza essere diretto e semplice. Altrimenti l’altro si annoia, o non capisce, o si confonde. Quindi: restate semplici. E se avete paura di sembrare più scemi, che semplici, sappiate che ci vuole molta più abilità a scrivere concetti complessi in parole semplici, che a scrivere concetti semplici usando frasi complesse!

E ora l’ultimo trucco, che può davvero fare la differenza nel risultato che avranno i tuoi testi.

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Metti il concetto che vuoi comunicare in cima al testo. Subito dopo il titolo.
(no! Non nella seconda riga, non dopo le presentazioni, non al fondo. IN CIMA!)

[/feature_box]

 Sembra scontato? Non lo è. Fate caso a quanti testi partono da lunghissime premesse prima di arrivare al dunque. Pensate a come i politici la “prendono larga” prima di rispondere a una domanda scomoda, o a quante righe bisogna leggere, a volte prima di capire di cosa parlano un articolo o un libro. E poi pensate a quante volte avete smesso di leggere quel genere di articoli o magari vi è venuta voglia di tirare il libro fuori dalla finestra. Quindi, che si tratti di una dichiarazione d’amore o di un ordine per 10 pallet di carta igienica, iniziate mettendo quello che volete comunicare nella prima riga: “Cara xxx, ti amo” o “Egregio dott. YYY, le scrivo per ordinarle 10 pallet di carta igienica doppio velo….”, ecc. Avrete poi tutte le righe che seguiranno per spiegare e contestualizzare. A quel punto, però, il lettore sarà interessato a quel che avete da dire (si spera) e vi seguirà con maggiore attenzione.

#facciamoParlarediVoi

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Marco

Marco

Sono un giornalista professionista, ma il mio lavoro è rendere famosi gli imprenditori disruptive. Nel 2015, dopo un processo di ricerca e sviluppo durato oltre 26 mesi, ho creato FaiParlarediTE® il primo (e unico, per ora) sistema scientifico di Authority Marketing in Italia progettato per rendere famosi i fondatori e i CEO delle PMI.

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