Coronavirus Niente Panico! Ok…panico!

Coronavirus niente panico
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Tutti quanti, politici, medici, amministratori locali e giornalisti quando scrivono o parlano sui media, dicono “Coronavirus? Niente panico”.

 

Giusto. Condivido.

In effetti non c’è ragione di agitarsi guardando una delle innumerevoli cartine che compaiono giornalmente sui quotidiani e le tv e che evidenziano con cerchi e cerchietti di ogni colore che siamo il terzo paese al mondo per numero di contagi (Il secondo è la Corea del Sud, per dire).

Mica siamo i primi, no? E allora perché ci dovremmo agitare?

É assolutamente tranquillizzante sapere che se nel tuo piccolo comune si manifestano un paio di casi positivi al Coronavirus, possono essere attivati subito il piano di contenimento e la quarantena.

Magari come per la “zona rossa”. Per la sicurezza di tutti (e per “liberare” le forze di polizia), stanno anche pensando di affidare i presidi all’esercito.

Che c’è? Non ti trovi a tuo agio ad abitare in un lazzaretto circondato da uomini armati? Non fare il difficile, su! Ripeti con me: “Coronavirus niente panico”!

Non vedo cosa ci sia da preoccuparsi se ogni mezz’ora più o meno, qualcuno, sui media o sul web, evoca l’epidemia di Spagnola del 1920 (100 milioni di morti in tutto il mondo, se non erro).

O addirittura, se vuole fare il colto, la peste del 1348 (1/3 della popolazione europea di allora, morta). Salvo poi dire: “Per fortuna oggi abbiamo mezzi diversi per contrastare la malattia”.

Vero. Che ci agitiamo a fare? Abbiamo mezzi diversi, oggi. Si, va be’, non funzionano, o non sappiamo se funzionano o li stiamo ancora mettendo a punto, ma sono diversi.

Ti stai ripetendo: “Coronavirus niente panico”? 🙂

A dirla proprio tutta l’unica cosa che sembra che funzioni è il “contenimento”, cioè limitare gli spostamenti delle persone, nella speranza che il contagio non si propaghi e con l’arrivo della primavera, anche questa malattia scemi e perda di infettività, come di solito fa l’influenza, o ha fatto la SARS, anni fa.

Un po’ come durante la peste del 1630, quando  speravano che l’inverno – in quel caso – portasse sollievo.

E facevano i lazzaretti. Ok, siamo fermi a 4 secoli fa, ma…non dobbiamo essere ridicoli e farci prendere dal panico per una sciocchezza del genere. Non abbiamo sempre detto che spesso i rimedi delle nonne sono quelli che funzionano meglio? Questi sono addirittura dei bis-bis-bis-nonni, saranno favolosi.

Anzi, pensandoci bene, in questo periodo abbiamo anche due Papi, proprio come nel XIV secolo, quello della “peste nera”. Quando si dice: “il fascino della Storia”.

In ogni caso, non c’è NESSUN bisogno di farsi venire l’ansia, se anche al momento non abbiamo una cura. Possiamo proteggerci serenamente da soli,  con un po’ di prudenza.

Facciamo chiarezza: le mascherine non servono. Oppure se servono, tanto non ci sono, per cui mettiamoci il cuore in pace.

Basta comunque lavarsi le mani con una soluzione alcolica al 60% di cui l’OMS ha dato anche la ricetta, (come per la torta della nonna, tanto per restare in tema),  oppure con acqua e sapone per 50 secondi ogni volta che tocchiamo qualcosa.

Si, si, ok…in Cina si sono infettati 3000 medici che avevano tute di contenimento e guanti sterili e qui in Italia abbiamo un intero ospedale KO….ma se ci laviamo le mani, non ci tocchiamo il naso o la bocca, evitiamo i luoghi affollati, lavoriamo da casa, respiriamo il meno possibile e mangiamo bagna caoda, avremo molte meno possibilità di essere contagiati.

Mangiare la bagna caoda NON serve a curarsi, ma dopo puzzi talmente tanto d’aglio, che nessuno si avvicinerà più.

E così diminuisci il rischio di contagio.

Insomma, come dicono tutti, Coronavirus niente panico!  Neppure se si sviluppano i sintomi.

Pensiamo sempre che l’80% di chi si piglia il virus è quasi asintomatico.

D’accordo il 20% invece, sviluppa sintomi gravi, tanto da richiedere la terapia intensiva. Si, è uno su CINQUE. Ma non è poi tanto, dicono.(Ripeti: “Coronavirus, niente panico!”).

Comunque, lo Stato sta rispondendo egregiamente e provvederà a tutto.

Si, è vero…hanno finito le mascherine, stanno scarseggiando i kit per i test sul virus, il numero verde 1500 è intasato, ma lo Stato C’È! Anche se al momento non risponde al telefono.

E litiga, come al solito, ma prima o poi farà pace con se stesso. Come al solito.

In ogni caso, anche noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte. “Non chiediamoci cosa può fare il Governo Conte bis, per noi, ma cosa possiamo fare noi per il Governo Conte Bis”.

Prima di tutto, se abbiamo qualche sintomo sospetto, valutiamo di cosa si tratta, per non intasare inutilmente i numeri d’emergenza.

Tosse? Si. Secca? Si. Ok, potrebbe essere influenza, Coronavirus, o l’aria inquinata. Anche la tbc non è da escludere del tutto, magari.

Prurito al naso? Ok. Ci siamo! O Coronavirus. O influenza. …o anche gli acari del materasso, accidenti.

Mal di gola? Quanto la fai lunga!! Ok, ok… influenza, tonsillite, Covid-19 o aria inquinata….non hai altro?

Febbre!!! Ci siamo! Questo è il coronavirus! Visto? Trovato! Oppure…be’, influenza. O anche un raffreddore, volendo…

Per essere CERTI della diagnosi differenziale bisogna fare il test

NO! Non andare in ospedale. Chiama il 1500. È occupato? Il 112? Occupato? Okay il medico della mutua? Di pomeriggio non c’è? Va bene vai in ospedale. A piedi, da solo, possibilmente, se no contagi.

E mentre cammini ripeti con me: “Coronavirus-niente-panico coronavirus-niente-panico coronavirus-niente-panico….”

Se invece sei fortunato, ti viene subito una complicazione e allora sei sicuro di cosa hai.

Quanto ci vuole per sviluppare i sintomi? Be’ 2-3 giorni. Oppure 6-7, ma a volte anche 14. In qualche caso, pare, tre settimane, ma non è confermato. Così dice l’OMS

Come vedi, è tutto chiarissimo e non c’è davvero NULLA per cui agitarsi.

Come diceva la Guida Galattica per gli Autostoppisti: Niente panico.

Nota: Questo articolo è un divertissement "narrativo" che è nato dalla volontà di esprimere le sensazioni di una persona "normale"- senza particolare preparazione medica, nè "matematica" - su ciò che si vede e si sente tutti i giorni sui media, a proposito del Coronavirus.

Vorrei però che fossero chiare due cose.
La prima è che ritengo che l'amministrazione e le autorità sanitarie, pur con qualche limite, stiano facendo un ottimo lavoro, che merita tutto il nostro supporto e la nostra collaborazione.
La situazione è inedita, su questa epidemia mancano quasi tutte le certezze e al contrario sussistono ancora tantissime incognite e niente di simile è mai accaduto (almeno non in queste dimensioni), negli ultimi 100 anni. È comprensibile che anche le autorità, a volte, navighino un po' "a vista". Ed è apprezzabile che - una volta tanto - abbiano scelto la linea della totale trasparenza e ammettano con franchezza anche ciò che non sanno.

In secondo luogo ci tengo a dire che sono molto vicino a chiunque si trovi in questo momento in prima linea a combattere il virus. Ai pazienti, ovviamente, a cui auguro la migliore e più rapida guarigione possibile e agli operatori sanitari, che in questi giorni sono sottoposti a una pressione fortissima e rischiano in prima persona, per aiutare gli altri. A tutti loro, per quel che vale, va il mio affetto e la mia ammirazione.

Per quanto creda che sia difficile per tutti, aderire alla linea "niente panico", (un po' di "fifa" è umana e viene, secondo me, a tutti) sono convinto che se manterremo la calma il più possibile e seguiremo le indicazioni degli specialisti, medici, autorità sanitarie e amministratori, alla fine questa tempesta passerà e fra non molto potremo festeggiare lo scampato pericolo.

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Io ci metto sempre il massimo impegno a scrivere i miei articoli e spesso spendo giorni e giorni a limare i contenuti e ad accertarmi che ciò che scrivo oltre a essere utile, sia anche facilmente comprensibile, scorrevole e piacevole da leggere.

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Marco

Marco

Sono un giornalista professionista, ma il mio lavoro è rendere famosi gli imprenditori disruptive. Nel 2015, dopo un processo di ricerca e sviluppo durato oltre 26 mesi, ho creato FaiParlarediTE® il primo (e unico, per ora) sistema scientifico di Authority Marketing in Italia progettato per rendere famosi i fondatori e i CEO delle PMI.

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