Si va be’…ma a che diavolo serve un ufficio stampa?

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"Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello". Il titolo del libro di Jacques Seguela qui sopra, potrebbe comodamente essere adattato a un libro sull'ufficio stampa scritto da chiunque faccia il mio mestiere. Basterebbe sostituire "Pubblicitario" con "Addetto Stampa". Chiedete pure ad amici e parenti (NON ditemi che non avete un parente che fa l'addetto stampa. In tutte le famiglie ci sono delle pecore nere!). L'unica differenza è che, mentre tutto il mondo civilizzato più o meno sa cosa fa un pubblicitario, quasi nessuno sa cosa fa un addetto stampa. Le ipotesi vanno da: "l'uomo che distribuisce i giornali alle edicole", a "addetto alle presse che stampano le lamiere" a cose che si avvicinano già di più, tipo: "il…

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Tre trucchi che nessuno ti ha mai svelato, per rendere i tuoi testi interessanti.

Okay, oggi è lunedì, c'è il sole e dopo un cupo weekend passato a letto con l'influenza, finalmente mi sento meglio e sono di ottimo umore. Per cui commetterò un'imprudenza e vi svelerò tre trucchi facili da applicare, per rendere i vostri testi interessanti e fare in modo che vengano letti. Io li uso per i comunicati stampa, ma vanno bene anche per e-mail, comunicazioni di servizio, lettere ai clienti e persino se dovete scrivere una lettera d'amore a vostra moglie o alla vostra fidanzata. Provare per credere. Sono tre accorgimenti abbastanza banali, ma proprio per questo funzionano sempre e nessuno ve li racconta mai. Già soltanto applicandoli tutti e tre, noterete un miglioramento nei risultati dei vostri testi scritti,…

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2 cose che devi decidere, prima di cominciare un progetto di media relations.

"Vogliamo raccontare sui media le cose che fa la nostra azienda". Di solito questo è l'inizio di qualsiasi riunione con un nuovo cliente e a pronunciare questa frase è quasi sempre il più alto in grado dell'azienda, di norma l'Amministratore Delegato o il Presidente. Per anni, quando ero più giovane e non avevo ancora diritto di parola nelle riunioni, ho ascoltato in silenzio i miei capi rispondere a questa affermazione - che anche allora arrivava puntuale ad ogni inizio di incontro -  con spiegazioni-fiume di come la nostra agenzia fosse in grado di  aiutarli a raggiungere questo obiettivo e come, per poche decine di milioni l'anno (all'epoca si ragionava ancora in Lire), li avrebbero fatti diventare dei divi da hit parade. Già allora, devo ammettere, mi stupivo…

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Il data journalism buttato in caciara.

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Oggi Libero, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro pubblica, a pagina 18, un articolo a firma di Giordano Tedoldi che costituisce a mio parere un buon esempio di come si può buttare in vacca una buona idea giornalistica.   Cominciamo dai fatti:  Google all'inizio di ottobre ha pubblicato un'indagine, realizzata dal suo team dedicato ai progetti no-profit, che ha analizzato i dati delle chiamate che negli scorsi 4 anni (2011-2014) sono pervenute al call center del 911 di San Francisco. Come sa chiunque abbia visto nella vita almeno una serie tv americana, il 9-1-1 è il numero da chiamare negli USA, per richiedere soccorso o segnalare un'emergenza. L'equivalente del 112 europeo. La ricerca di Big G, analizza i motivi per i quali il numero annuale di chiamate è salito del 28%  negli…

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