Ti Presento uno Strumento Semplice e Gratuito per Far Pubblicare Notizie sulla Tua Azienda.

Sono sicuro che la tua azienda ha una notizia da raccontare.

Può essere un nuovo prodotto, oppure un’operazione finanziaria (magari un bel risultato di bilancio, o un’acquisizione), oppure un servizio particolarmente utile per il tuo target di clienti.

Fatto sta che tu e i tuoi soci ci terreste a farla sapere in giro.

Si tratta quindi di convincere qualche giornale, o qualche sito web a pubblicarla.
In teoria sembra abbastanza facile. I giornali “vivono” di notizie e non vedi perchè dovrebbero essere così stolti da trascurare una notizia potenzialmente interessante come quella che tu hai per le mani. Giusto? 

Di fatto si. Il problema è che  i giornali e i siti web (almeno quelli più grandi) sono fatti da giornalisti e i giornalisti sono- strano a dirsi – tra gli esseri umani con il minor tempo a disposizione per valutare le notizie, che io conosca.

In fondo è abbastanza comprensibile. Tutti i mezzi di informazione sono in gara tra loro per dare il maggior numero di notizie, interessanti, nel minor tempo possibile.
Il lavoro all’interno delle redazioni è sempre frenetico e i giornalisti devono dividersi tutto il giorno tra la ricerca delle notizie e il tempo per scriverle. E in mezzo ci devono far stare anche qualche ora per le riunioni, le telefonate per le interviste, il controllo delle fonti, le ricerche per documentarsi, i caffè con i colleghi, il pranzo, ecc.

Con questi ritmi frenetici, non è che gli rimanga molto tempo per guardare le notizie che qualche sconosciuto gli manda e per rispondere alle innumerevoli mail con “gentile richiesta di pubblicazione” che ricevono ogni giorno.
Pensa che un giornalista di un grande quotidiano, una volta mi ha detto che ogni giorno riceveva 900 email con proposte di pubblicazione!! 

Dividendo questa cifra mostruosa per 8 ore di lavoro, fa una media di 1 proposta di pubblicazione ogni minuto e 52 secondi!
Con tutta questa “concorrenza” le tue probabilità di riuscire ad attirare l’attenzione del giornalista giusto (quello che sta cercando proprio una notizia come quella che tu e la tua azienda vorreste pubblicare) sono minime.

Non c’è speranza di vedere la tua notizia pubblicata, quindi? 

Se non usi gli strumenti giusti per farti notare e non rispetti le regole non scritte del giornalismo, quelle che si tramandano da bocca di giornalista a orecchio di giornalista, come la ricetta della pozione magica di Panoramix, NO.

Questo è essenzialmente il motivo per cui persone come me – che queste regole e questi strumenti li conoscono perchè li hanno usati – possono chiedere cifre importanti alle aziende come la tua, per far pubblicare le loro notizie.

A questo punto mi pare di sentirti pensare: “Va be’, e allora vai al diavolo! Io la notizia me la tengo per me e la pubblico sul mio blog, su Facebook e sugli altri spazi social della mia azienda e tanto basta!

Sarebbe anche la risposta giusta da dare, se sfortunatamente non fosse pericolosa per la tua attività. Perchè, vedi,

i tuoi concorrenti si stanno dando un sacco da fare per far finire le loro aziende sui giornali (e sugli altri media).

Stanno investendo risorse e assumendo consulenti e prima o poi riusciranno a trovare i loro spazi sui quotidiani, in tv, sul web…insomma, sui media!
E a quel punto i tuoi clienti e soprattutto i potenziali clienti ANDRANNO DA LORO, anziché da te. 

In altre parole è essenziale che la tua azienda conquisti spazi di visibilità, altrimenti farà sempre più fatica a “reggere” la concorrenza, che sta diventando ogni giorno più agguerrita. 

Non fraintendermi, non voglio fare il menagramo, né insinuare che tu sia un imprenditore meno bravo dei tuoi competitor.
Anzi sono sicuro che nel tuo lavoro sei MOLTO bravo, visto che hai fatto sempre crescere la tua impresa e negli ultimi anni sei persino riuscito a traghettarla attraverso una delle più gravi crisi finanziarie degli ultimi due secoli, che ha fatto strage di aziende grandi e piccole in tutto il mondo. Considerata la difficoltà di fare business in Italia,
tu per me sei un eroe. Davvero.

Il fatto però è che i tempi sono cambiati e che non ti potrai più permettere a lungo di non comunicare, se vuoi continuare a crescere senza dannarti l’anima e faticare per quattro.

Il numero di concorrenti sta aumentando. In qualsiasi settore, anche nel tuo. In più con Internet i tuoi clienti possono scegliere anche prodotti o servizi di fornitori lontani dalla loro sede, quindi la tua impresa è in gara con tutto il mondo. Infine là fuori è pieno di cialtroni che però sono bravi a parlare e intortano i tuoi clienti, rubandoteli (e dandogli poi magari un pessimo servizio).

In una situazione così, comunicare è l’unico modo per emergere.

Chi riesce a “far vedere” ciò che sa fare e a comunicare la qualità del suo lavoro, usando i media, trova più clienti, vende di più e alla fine sottrae spazio alla concorrenza.

E’ quindi ESSENZIALE che tu cominci a comunicare con i tuoi clienti e soprattutto con i tuoi potenziali clienti, se vuoi continuare a crescere e ad essere competitivo. E a lavorare meglio. 

Ora, la cosa ideale che dovresti fare, sarebbe assumere me  e pagarmi per portare la tua azienda sui media, far PUBBLICARE notizie su quello che fa, far parlare di te e far diventare il tuo prodotto o il tuo servizio, l’oggetto del desiderio di tutti i tuoi potenziali clienti.

Però, siccome ti stimo e so che non sei uno sciocco, immagino che se finora non l’hai ancora fatto, probabilmente è perchè non puoi. Magari per i costi, magari perchè non mi conosci ancora come si deve, o magari perchè nessuno ti aveva ancora detto, finora, che

UN TERZO DELLE AZIENDE FALLISCE perchè non comunica
viene travolta dai competitor.

Non sono dati miei, sono i numeri di una ricerca di CB Insights, una società di business intelligence newyorkese che è considerata tra le 15 aziende al mondo più affidabili del settore.

Sia quel che sia, mentre ci pensi su, puoi provare almeno a far pubblicare quella notizia che tu e i tuoi soci ci terreste a far sapere in giro.

Per farlo, però, devi parlare la “lingua dei giornalisti” e usare gli strumenti che usano loro.

Uno di questi, il più potente e anche il più semplice da utilizzare è il COMUNICATO STAMPA.

Il comunicato stampa è un testo di circa 30 righe in cui dovrai condensare la notizia che intendi presentare ai giornalisti. 

(una riga è per convenzione di 60 battute, quindi 30 x 60 =1800 battute, quantità di testo che in gergo si definisce “cartella editoriale” o semplicemente “cartella”. Più o meno corrisponde a una pagina di Word, con carattere corpo 11)

come si scrive un comunicato stampa

Un “tipico” comunicato stampa.

Il comunicato stampa deve essere scritto proprio come fosse un articolo, quindi deve avere:

  • Un Titolo [obbligatorio!] . Se possibile interessante e “giornalistico” (cioè senza verbi inutili, congiunzioni, ecc. Ne parlerò meglio in un prossimo post qui sul blog).
  • Un Catenaccio [facoltativo, ma utile] – in pratica un “sottotitolo” che spieghi qualcosa in più di quanto detto nel titolo.
  • Un Testo – Di norma, come ho detto, non dovrebbe superare le 30 righe, ma oggi si vedono in giro anche comunicati di 3 o 4 cartelle (in giro, però. Pubblicati mai!).

In più, oltre alle cose che normalmente appaiono in un articolo di giornale, nel comunicato stampa dovrebbero trovare posto:

  • I riferimenti del responsabile stampa – In pratica nome, numero di cellulare e email di chi ha scritto o approvato il comunicato stampa, o comunque di una persona a cui i giornalisti possano chiedere eventuali approfondimenti o chiarimenti sulla notizia.
  • Il boilerplate o “piedino” – Un breve testo, in fondo al comunicato stampa (anche in una seconda pagina) con la descrizione dell’azienda o della realtà a cui il comunicato fa riferimento (es: Se nel testo si parla di un’azienda XXX, il boilerplate spiegherà in poche righe: L’azienda XXX è stata fondata nel 2010 da Mario Rossi e Caio Bianchi. Produce smalti per nasi colorati e ha sedi a Milano e a Topolinia. Nel 2012…ecc.)
  • Il logo o i marchi dell’azienda emittente – In pratica il comunicato stampa dovrà essere scritto su “carta intestata” dell’azienda, dell’ente o della realtà che è il mittente della comunicazione. In modo da dare la necessaria ufficialità al testo.

Tutto chiaro? Bene,

perchè adesso viene il difficile.

Adesso si tratta di condensare la tua notizia in 30 righe.

Lo so che tu e i tuoi soci fate sincrociclotroni e spiegare l’accelerazione delle particelle in una paginetta non è facile.

Per questo devi chiederti: QUAL È LA NOTIZIA VERA CHE DEVO RACCONTARE?
Cioè, qual è la cosa che ti interessa di più far sapere e interesserà anche a chi ti leggerà? Quella per cui il caporedattore del giornale a cui manderai il tuo comunicato stampa dovrebbe strapparsi i capelli dalla sorpresa?

Se produci sincrociclotroni, probabilmente ti interessa parlare a un pubblico che sa cos’è un sincrociclotrone e quindi non è necessario che tu gli spieghi come funziona, così come se produci (prendiamo un esempio più facile) zanzariere per finestre, ti interesserà parlare a un pubblico che sa cos’è una zanzariera, sa cos’è una finestra e desidera ardentemente trovare un metodo efficace per smettere di farsi dissanguare dalle zanzare.

Quindi siediti e pensa: cos’è che fa di diverso la tua zanzariera per finestra da tutte le altre zanzariere per finestre?

Si monta in modo più facile? Non fa passare le zanzare più piccole? Lascia passare più aria delle altre così d’estate se la installi non solo non muori dissanguato, ma nemmeno disseccato come una prugna dal caldo?

In pratica, prima di cominciare a scrivere le tue 30 righe, devi rispondere a una o più di queste domande:
Cos’è che la cosa di cui parlerai (che sia una zanzariera o un sincrociclotrone, è lo stesso) fa meglio delle altre cose a lei simili?
Cosa fa che le altre non fanno?
Ma anche:
Cosa ci potrebbe essere che il pubblico non sa a proposito della mia cosa?
E’ fatta in un modo particolare?
Sono state necessarie soluzioni tecniche particolari per produrla?
Ha portato lavoro, o ha generato innovazione, o è una soluzione nuova e inedita a un problema vecchio?

Insomma, la domanda che riassume tutte queste domande, che devi farti (e a cui devi PER FORZA rispondere!) è:

Cos’è che potrebbe interessare e incuriosire il mio pubblico riguardo alla mia azienda (o al mio prodotto, o al mio servizio, ecc.)? 

Prova a rispondere a questa domanda. Prova a trovare un “angolo di attacco” che incuriosisca chi ti leggerà fin dalla prima riga e lo induca a continuare a leggersi tutte le altre 29 in cui gli parlerai diffusamente del tuo prodotto, del tuo servizio, della tua azienda, ecc.

QUELLA È LA TUA NOTIZIA. E la dovrai scrivere nella prima riga del tuo comunicato stampa. Subito sotto il titolo e il catenaccio. Esempio: “Brevettata ieri a Bergamo la prima zanzariera che blocca l’anofele. Un passo in avanti verso la sconfitta della malaria.”. 

Dopodiché nelle successive 4 righe spiegherai come fa a bloccare l’anofele, dove è stata brevettata, perchè è utile, ecc. (a scuola avrai sentito parlare della regola delle 5 w, no? Se no, cercala su Google).

A questo punto ti resteranno 25 righe (mica poco!) per parlare di quello che davvero ti interessa, cioè delle tue zanzariere per finestre, del modo in cui le installi, dei 20 anni di esperienza che la tua azienda ha nella produzione di zanzariere, ecc. ecc. ecc.

Mi sono spiegato? Se non trovi un angolo particolare, un elemento differenziante, in pratica una “notizia vera” che renda curioso e unico il tuo racconto, NON VERRAI MAI PUBBLICATO.

Una volta che hai trovato la notizia vera, confeziona il tuo comunicato stampa mettendoci le cose che ti ho detto prima (titolo, sottotitolo, boilerplate, ecc.) e spediscilo a tutti i giornali.

Ah, naturalmente dovrai spedirlo ai giornalisti giusti, a quelli che si occupano di argomenti simili a quelli di cui parli tu (ad esempio, nel caso della zanzariera anti-anofele, se la spedisci al tuo amico giornalista che si occupa di spettacoli, lui la cestinerà. Ma se provi a spedirla al giornalista che si occupa di “salute e benessere” o di “case e abitazioni” potrebbe prenderla in considerazione!).

Come scegliere il giornalista giusto, però, te lo dirò un’altra volta…

Per adesso grazie di avermi letto, e arrivederci al 4 agosto (segnati la data, oppure iscriviti alla mia newsletter, così non te lo perdi di sicuro), per i saluti prima delle vacanze e un ulteriore approfondimento su come scrivere dei titoli che spaccano (non solo per i comunicati stampa, ma anche per post, lettere di vendita, social e molto altro)!Prossimo post 4 agosto

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