About

Mi chiamo Marco Ferrero, ho 47 anni, sono un giornalista e ho al mio attivo migliaia di articoli pubblicati su tutti i più importanti quotidiani,  nelle riviste più autorevoli e sui grandi siti web del nostro paese e decine e decine di servizi trasmessi dalle radio e dalle tv nazionali.

Eppure non ho MAI lavorato in una redazione e NON mi occupo di cercare notizie.

Il mio lavoro da 22 anni a questa parte consiste nel far diventare famosi gli imprenditori. Farli conoscere e far parlare di loro, così trovano nuovi clienti, le loro aziende vendono di più e loro possono diventare schifosamente ricchi, in modo onesto e senza mezzucci.

In altre parole vengo pagato per fare in modo che i giornali, i siti web, le televisioni, i blog, le radio e le riviste pubblichino articoli e servizi (articoli e servizi VERI, non banale pubblicità) sui miei clienti. Che sono in genere aziende di medie e grandi dimensioni.
Faccio questo lavoro da circa 20 anni e ho all’attivo più di 6.000 articoli pubblicati.

Dal 2009, con la agenzia che ho fondato (SITO) ho deciso di specializzarmi e di lavorare soltanto con aziende che si occupano di tecnologia, di telecomunicazioni e di fintech. Il cosiddetto ICT (con in più un pizzico di finanza).
In questo modo, occupandomi soltanto di ufficio stampa e SOLO nel settore ICT, riesco a garantire ai miei clienti risultati MOLTO al di sopra della media. Lo so che suona un po’ da sborone dirlo così, ma potete chiedere a loro per conferma (scrivetemi e vi darò i loro riferimenti).

Questo blog è nato invece ascoltando gli imprenditori che NON sono miei clienti. Persone che magari incontro ai convegni, o che assistono alle conferenze, oppure che mi vengono presentate da qualche cliente o amico e che invariabilmente quando scoprono che mi occupo di relazioni con i media, mi raccontano una di queste

TRE STORIE TRISTI:

La conclusione è quasi sempre che “Per il mio tipo di azienda le media relations sono inutili“, oppure, più nichilisticamente: “i giornalisti son tutti degli stronzi“.

Ora, ogni volta io mi ritrovo, nella doppia veste di giornalista e professionista delle relazioni con i media, a dover difendere il fortino, spiegando pazientemente che nessuna di queste due conclusioni è vera, che i giornalisti sono – in genere – dei professionisti seri e come tali vanno trattati (il che comporta ad esempio non mandar loro qualsiasi str… vi venga in mente, scritta in aziendalese stretto e lunga come l’Enciclopedia Britannica e pretendere che la leggano o peggio che la pubblichino!), che le media relations, se fatte nel modo giusto, possono davvero fare la differenza (ad esempio, mostrando al pubblico che esistete anche voi e non solo i vostri concorrenti),  che bisogna scegliere l’agenzia giusta, adatta al proprio budget e esperta nel settore giusto (che se no, strapaghi qualcuno che poi non ti considera) e che…eccetera, eccetera, eccetera….

Spesso con un po’ di pazienza riesco a convincerli, altre volte non c’è verso e in genere i più “duri” sono quelli che sono stati maltrattati in modo serio da una qualche agenzia o dall’amico giornalista e che quindi si sentono, spesso a ragione, colpiti negli affetti, per così dire, oltre che nel portafoglio.

Fatto sta che a furia di sentir raccontare, nelle loro mille varianti, una delle tre storie tristi, ho pensato che avrei potuto fare qualcosa per tentare di fare chiarezza sull’argomento “ufficio stampa” e aiutare magari qualche imprenditore a non cadere negli errori dei suoi colleghi o a rinunciare all’opportunità di far conoscere la propria azienda, per paura di sbagliare.

Così ho deciso di raccontare in un blog (questo) i “segreti delle media relations“, spiegando come si fa a #farparlarediVoi, quali sono i trucchi del mestiere, gli errori da evitare e le prassi da seguire. Insomma, le cose che io ho appreso negli anni, a volte dopo averci sbattuto il naso, a volte semplicemente imparando dai miei “maestri” e la maggior parte delle volte studiando e sperimentando sul campo.

Spero che dopo aver letto qualche post e magari applicato qualcuno dei “segreti” che troverete qui, anche voi vi sentiate di urlare come Gene Wilder/Frederick Frankenstein in Frankenstein Junior: “SI…PUÒ…FAREEEE!” e possiate cominciare con successo a #farparlarediVoi. 🙂

Buona lettura!

P.S. Se  avete domande, curiosità o avete anche voi delle storie tristi (o allegre, molto meglio!) da raccontare, potete scrivermi a: marco[AT]ferrerocomunicazione.com oppure telefonarmi in agenzia al +39 011 3157425