2 cose che devi decidere, prima di cominciare un progetto di media relations.

“Vogliamo raccontare sui media le cose che fa la nostra azienda”.

Di solito questo è l’inizio di qualsiasi riunione con un nuovo cliente e a pronunciare questa frase è quasi sempre il più alto in grado dell’azienda, di norma l’Amministratore Delegato o il Presidente.

Per anni, quando ero più giovane e non avevo ancora diritto di parola nelle riunioni, ho ascoltato in silenzio i miei capi rispondere a questa affermazione – che anche allora arrivava puntuale ad ogni inizio di incontro –  con spiegazioni-fiume di come la nostra agenzia fosse in grado di  aiutarli a raggiungere questo obiettivo e come, per poche decine di milioni l’anno (all’epoca si ragionava ancora in Lire), li avrebbero fatti diventare dei divi da hit parade.

Già allora, devo ammettere, mi stupivo che a nessuno dei suddetti capi venisse in mente, prima di partire con lo spiegone, di fare una semplice domanda al potenziale cliente: “PERCHÉ?“.

Forse non la facevano perchè temevano che il futuro cliente, scoprendo magari di non avere un motivo reale per “raccontare ai media” la sua azienda, sarebbe tornato sui suoi passi tenendo per sè le suddette decine di milioni. E forse, considerando che una parte (molto esigua) di quei milioni serviva a pagare anche il mio stipendio, è stato un bene che sia andata così.

Oggi però, visto che ormai sono io a condurre le riunioni e lo stipendio me lo pago da solo, mi prendo il lusso di suggerirti CALDAMENTE, prima di intraprendere una campagna di ufficio stampa o di ingaggiare un’agenzia,  di chiederti:
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“PERCHÉ VOGLIO PORTARE SUI MEDIA LA MIA AZIENDA?” 

NO, rassegnati. La risposta: “così mia mamma/moglie/amante sarà finalmente fiera di me leggendomi sul Corriere di Forlimpopolinon è quella giusta!

Le risposte giuste, pur formulate variamente, sono solo tre:

1) Per informare correttamente chiunque sia interessato alla mia azienda e per migliorare la sua (dell’azienda) awareness, cioè notorietà, sul mercato. (aka: Farmi pubblicità CORRETTA, per guadagnare la fiducia delle persone).

2) Per mantenere e migliorare il posizionamento nei confronti dei miei concorrenti. (Aka: Per far vedere ai potenziali clienti che ci sono anch’io e non solo i miei concorrenti).

3) Per raccontare i vantaggi (o a volte solo l’esistenza) dei miei servizi/prodotti. (aka: per vendere di più).

Tutte le altre risposte sono solo variazioni sul genere. Ti invito caldamente a scegliere la tua motivazione tra una di queste tre, perchè ciascuna richiederà una differente impostazione della strategia di relazione con i media e l’elaborazione di diversi contenuti e strumenti. In sintesi:

Decidi prima  quale obiettivo intendi raggiungere e poi ricordati di comunicarlo a chi dovrà occuparsene. Risparmierai tempo e soldi. [divider style=”2″]

La seconda domanda che devi porti, prima ancora di iniziare a pensare a cosa fare,  è:

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COME USERÒ GLI ARTICOLI E I SERVIZI CHE USCIRANNO E CHE PARLERANNO DELLA MIA AZIENDA?

Avere magari decine di articoli e servizi televisivi che parlano della tua azienda e tenerli chiusi in un cassetto, per leggerteli nelle lunghe serate di inverno, dicendoti: “però, quanto siamo bravi!”, non servirà a niente. Risparmia i soldi e comprati dei buoni libri o un corso per il miglioramento dell’autostima.
Fin da quando cominci a pensare di avviare un’attività di Ufficio Stampa, invece, rifletti su come dovrai organizzarti in azienda, una volta che gli articoli e i servizi cominceranno ad uscire. Ad esempio potresti:

  • Metterli in una mail e mandarli ai tuoi clienti. Servirà a rassicurarli di aver fatto la scelta giusta, affidandosi a te.
  • Inserirli nelle presentazioni che fai ai nuovi clienti. La maggior parte delle persone, anche se non lo ammetterebbe mai, pensa che se un’azienda esce sui giornali, sul web o in tv, sia “importante” e degna di fiducia. E le persone comprano più volentieri da un’azienda importante e affidabile. Con il tempo, quando avrai una rassegna stampa degna di questo nome, potrai magari rilegarla in un fascicoletto da lasciare come “omaggio” ai clienti che visiti per la prima volta.
  • Pubblicarne degli stralci sul sito. In una apposita sezione “dicono di noi” o da qualche altra parte, magari insieme alle testimonianze dei clienti.
  • Linkarli sui social media, se li hai (se non li hai, è il momento che tu faccia qualcosa per averli!). Così da far notare ai vostri follower che stanno seguendo una realtà autorevole.

Queste azioni (e altre che potresti fare, in azienda, ma che sarebbe lungo spiegarti qui) non sono mai a costo zero. Innanzitutto devono diventare parte dei processi aziendali (ad esempio bisogna incaricare qualcuno, all’interno dell’organico, di seguire questo flusso di pubblicazione/invio/aggiornamento, ecc.). Poi richiedono investimenti magari per cambiare il sito, o per organizzare delle newsletter, o anche solo per far scrivere delle mail degne di questo nome. E infine richiedono tempo per acquisire gli articoli, renderli in un formato pubblicabile e gradevole, ricordarseli se li dovete presentare a voce a un cliente, ecc.

Stabilisci prima come utilizzerete i risultati dell’attività di ufficio stampa e definisci un budget (e le persone) da dedicare a questa fondamentale parte del progetto.

Tutto chiaro? E allora adesso…#FaiParlarediTe

 

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